Come possiamo osservare dal grafico, realizzato tramite Google Ngram Viewer , lo strumento dei passaggi è collegato alla compilazione degli almanacchi astronomici utilizzati nella navigazione e alla misura del tempo siderale. Le curve relative ai tre termini possiedono, infatti, un andamento molto simile, con un picco e un periodo di utilizzo frequente localizzati nel XIX secolo e una fase di declino costante nel XX secolo. Possiamo attribuire tale declino all'invenzione di strumenti più performanti, quali i grandi telescopi presenti negli osservatori astronomici, alla progressiva caduta in disuso degli almanacchi nautici e all'invenzione di strumenti estremamente più precisi per la misura del tempo, quali gli orologi atomici.
Lo strumento dei passaggi consiste di fatto in un telescopio specializzato nell'osservazione dei passaggi delle stelle, dunque viene naturale parlare del materiale più importante presente nei telescopi, ovvero il vetro. L'utilizzo di questo materiale risale alle origini della specie umana, ma sotto forma di materiali vetrosi di origine naturale come l' ossidiana . Il vetro come lo conosciamo oggi invece nasce nell'area che comprende Egitto, Mesopotamia e Siria del Nord, ma non ci è dato sapere come e chi l'abbia scoperto. Plinio il Vecchio riporta nella sua Naturalis Historia che esso fu scoperto accidentalmente da alcuni mercanti fenici che, approdati su una spiaggia, cucinarono appoggiando le pentole su dei blocchi di salnitro . Questi iniziarono a fondere e a mescolarsi con la sabbia, producendo un liquido semitrasparente, vetro per l'appunto. Inizialmente gli utilizzi del vetro erano limitati alla produzione di gioielleria e utensili quali ciotole e bicchier...
Busto di Esiodo, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli Almeno fino alla nascita del metodo scientifico, l'astronomia e l'osservazione del cielo sono state sempre state unite in un binomio indissolubile con l'astrologia e la mitologia. Per quanto riguarda la mitologia occidentale, quella greca è la più ricca di riferimenti ai corpi celesti a partire dalla Teogonia di Esiodo , che riporta così la nascita di Urano, il cielo stellato: Γαῖα δέ τοι πρῶτον μὲν ἐγείνατο ἶσον ἑ’ αὐτῇ Οὐρανὸν ἀστερόενθ’, ἵνα μιν περὶ πάντα καλύπτοι, ὄφρ’ εἴη μακάρεσσι θεοῖς ἕδος ἀσφαλὲς αἰεί. La Terra generò primamente, a sé simile, Urano tutto cosperso di stelle, che tutta potesse coprirla, insieme sede fosse dei Numi del cielo sicura; (Traduzione di Ettore Romagnoli, contenuta in Esiodo , I poemi ) Uno dei miti più rappresentativi di questo connubio tra astronomia e mitologia è quello di Callisto . Secondo quanto riportato da tutte le fonti (Ovidio, Pausania il Periegeta, ...
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